Riforma Esame Avvocato 2026: cosa sappiamo con certezza
L’esame di abilitazione alla professione forense è nuovamente al centro del dibattito. Tra rinvii successivi, emendamenti e bozze di riforma, i praticanti avvocati si trovano in una situazione di incertezza che complica la preparazione. Riforma Esame Avvocato 2026: facciamo chiarezza sullo stato attuale della riforma e su cosa aspettarsi per l’esame di dicembre 2026.
Una storia di rinvii: dal 2012 a oggi
La riforma dell’esame di avvocato ha una lunga storia. La Legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova legge professionale forense) aveva già previsto un nuovo assetto dell’esame, con tre prove scritte e una prova orale, utilizzando esclusivamente codici “vergini”, privi di annotazioni e giurisprudenza. Questa disciplina, tuttavia, non è mai entrata effettivamente in vigore.
L’attuazione è stata ripetutamente rinviata, da ultimo con la Legge di conversione n. 15/2025 del Decreto Milleproroghe (D.L. n. 202/2024), che ha posticipato l’entrata in vigore delle nuove regole al 2026. Infatti, l’esame di dicembre 2025 si è svolto ancora secondo le modalità transitorie semplificate introdotte dopo la pandemia, con una sola prova scritta (atto giudiziario) e un orale articolato.
Il disegno di legge delega: cosa prevede davvero
Contrariamente a quanto molti pensano, dal 2026 non si applicherà semplicemente la “vecchia” Legge247/2012. Il Parlamento sta attualmente esaminando una bozza di disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione forense, trasmessa alle Camere nel 2024, che prevede una riscrittura completa dell’intero sistema di accesso alla professione.
Le novità principali del DDL delega
Il testo della riforma, se approvato, introdurrà cambiamenti significativi:
1) Due prove scritte (non più tre)
- Prima prova: redazione di un parere motivato su questioni giuridiche
- Seconda prova: redazione di un atto giudiziario
Entrambe le prove nella materia scelta dal candidato tra diritto civile, diritto penale o diritto amministrativo. Le due prove si svolgeranno in giorni consecutivi (presumibilmente nella seconda metà di dicembre2026)
2) Videoscrittura in presenza
- Una delle novità più rilevanti: le prove scritte saranno redatte al computer, con software di videoscrittura, e non più a mano. Questo richiederà un adattamento importante nel metodo di preparazione e nell’approccio alla gestione del tempo durante l’esame.
3) Codici annotati ammessi
- A differenza di quanto previsto dalla Legge 247/2012, sarà consentito l’uso di codici annotati con la giurisprudenza. Questo rappresenta un vantaggio significativo per i candidati, che potranno fare riferimento agli orientamenti consolidati della giurisprudenza durante la redazione delle prove.
4) Prova orale più articolata
L’orale non si limiterà più a una breve illustrazione degli scritti, ma comprenderà:
- discussione approfondita delle prove scritte
- esame su un caso pratico
- quesiti su diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile e penale
- verifica della conoscenza della deontologia forense
- approfondimento su due materie opzionali scelte dal candidato tra: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’Unione europea, diritto tributario, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario
5) Commissioni d’esame rinnovate
Le commissioni saranno composte da avvocati (in maggioranza),magistrati e professori universitari, con criteri nazionali uniformi di valutazione basati su:
- chiarezza espositiva
- rigore metodologico
- capacità argomentativa
- coerenza giuridica delle soluzioni proposte
Date presunte dell’esame 2026
Sulla base delle sessioni degli anni precedenti e delle indicazioni contenute nel dibattito parlamentare, l’esame scritto del 2026 dovrebbe svolgersi indicativamente:
- metà dicembre 2026 (probabilmente intorno al 10-11 dicembre o 15-16 dicembre)
- due giorni consecutivi per le due prove scritte
Le date ufficiali saranno comunicate dal Ministero della Giustizia con congruo anticipo, presumibilmente entro l’estate 2026.
Lo Stato dell’iter parlamentare
Al momento (gennaio 2026), il DDL delega è in fase di discussione parlamentare. Gli elementi che potrebbero influenzare i tempi di approvazione includono:
- gli emendamenti proposti durante l’iter legislativo
- il dibattito sulle modalità di integrazione tra tirocinio e formazione obbligatoria
- le posizioni degli ordini professionali territoriali e del Consiglio Nazionale Forense.
È importante sottolineare che, fino all’approvazione definitiva del DDL e dei successivi decreti attuativi, permane un margine di incertezza su alcuni dettagli operativi della riforma.
Cosa significa per chi si prepara
L’incertezza normativa non deve paralizzare la preparazione. Al contrario, è necessario un approccio strategico che tenga conto di entrambi gli scenari possibili:
Scenario A: La Riforma viene approvata
- Preparazione su parere motivato e atto giudiziario
- Familiarità con la videoscrittura per la redazione degli elaborati
- Studio strategico delle due materie opzionali per l’orale
- Dimestichezza nell’uso dei codici annotati
Scenario B: Ulteriore proroga
- Preparazione focalizzata sull’atto giudiziario (prova scritta attuale)
- Mantenimento dell’approccio tradizionale a mano (se prorogato anche questo aspetto)
- Orale più semplificato
La soluzione ideale è una preparazione bifocale: un percorso formativo che copra completamente entrambe le ipotesi, garantendo al candidato la massima sicurezza indipendentemente dall’evoluzione normativa.
Il Parere motivato: una novità solo apparente
Molti praticanti sono preoccupati per la reintroduzione del parere motivato, percependolo come una “novità” rispetto agli ultimi anni. In realtà, la redazione di pareri è un’attività professionale fondamentale per ogni avvocato e rappresenta una competenza che dovrebbe essere già sviluppata durante il tirocinio.
Il parere motivato richiede:
- analisi approfondita della fattispecie
- individuazione delle questioni giuridiche rilevanti
- esame delle possibili soluzioni
- valutazione critica degli orientamenti giurisprudenziali
- formulazione di un consiglio al cliente.
Si tratta di un’abilità complementare a quella richiesta per la redazione dell’atto giudiziario, che invece si concentra maggiormente sugli aspetti processuali e sulla strategia difensiva.
Come Ius&Law ha anticipato la Riforma
Mentre il dibattito parlamentare continua e molti corsi di preparazione restano in attesa di certezze normativ e,Ius&Law ha già strutturato la propria offerta formativa 2026 per garantire una preparazione completa in qualunque scenario.
Il Corso Intensivo PRO prevede:
- 10 pareri motivati + 10 atti giudiziari = 20 esercitazioni complete
- metodologia applicabile sia alla videoscrittura che alla redazione manuale
- simulazioni in condizioni realistiche per entrambe le modalità
- correzioni personalizzate entro 4 giorni per garantire un apprendimento rapido e iterativo.
Questa scelta non è casuale: deriva dall’analisi attenta dell’evoluzione normativa e dalla consapevolezza che l’incertezza del legislatore non deve tradursi nell’incertezza del candidato.
Consigli pratici per chi si prepara
Indipendentemente dall’evoluzione della riforma, alcuni principi restano validi:
- inizia la preparazione per tempo: un percorso che parte da settembre e accompagna fino a dicembre consente un apprendimento graduale e solido
- esercitati su entrambe le tipologie: pareri e atti giudiziari richiedono competenze diverse ma complementari
- privilegia la qualità delle correzioni: feedback rapidi e dettagliati sono più efficaci di un numero elevato di tracce corrette superficialmente
- mantieni flessibilità organizzativa: conciliare pratica forense e preparazione esame richiede un metodo compatibile con gli impegni professionali
- resta aggiornato: segui gli sviluppi parlamentari ma non farti paralizzare dall’incertezza
Conclusione: certezze in tempi incerti
La riforma dell’esame di avvocato 2026 è ancora in fase di definizione, ma alcuni elementi appaiono ormai consolidati: un esame più articolato, con prove scritte in videoscrittura, codici annotati ammessi e una prova orale più approfondita.
L’incertezza normativa è un dato di fatto. La qualità della preparazione no.
Ius&Law ha fatto una scelta precisa: predisporre un percorso formativo completo che ti prepari a qualunque scenario, eliminando l’ansia dell’imprevisto e permettendoti di concentrarti su ciò che conta davvero: acquisire il metodo, esercitarti con costanza e arrivare all’esame con la massima sicurezza possibile.
Perché alla fine, indipendentemente dalle modalità che il legislatore sceglierà, ciò che fa la differenza è la solidità della preparazione.
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